Il 20 ottobre 2018 l’oro di Eldorato è arrivato sulle tre porte della splendida facciata barocca dell’Abbazia di San Giovanni Evangelista, gioiello dell’architettura romanica nel cuore di Parma.

In contemporanea i chiostri dell’attiguo monastero benedettino hanno ospitato la mostra dei quadri realizzati da Giovanni De gara utilizzando come supporto le stesse coperte isotermiche impiegate per rivestire le porte delle chiese. Su ogni tela l’artista dipinge una mappa, una bandiera o un simbolo che rappresentano le terre promesse e brutalmente negate a quanti cercano una vita migliore e i falsi Eldorato verso cui dirigiamo le nostre vite. guarda i quadri

A presentare la mostra e l’installazione padre Agostino Nuvoli e il giornalista Luca Sommi (già assessore alla cultura del Comune di Parma), che per Eldorato ha scritto questo testo:

Eldorato ha origine da un grido, dal silenzio, dall’acqua fredda, dalle sagome nere in mezzo al mare, dai giochi d’infanzia, dal vento, dal bagliore del fulmine, dalle corsie degli ospedali, dalle processioni notturne, dai pianti, dall’odore acre degli indumenti bagnati, da un abbraccio, dalle scarpe ammassate in un campo di Auschwitz, dal rogo di Giordano Bruno, dalle mani di Francesco, dalla mosca, dal lombrico, dal vento che asciuga il bucato, dal sud del mondo, dalla resistenza, da Voltaire, da Candide, dalla Melencolia di Dürer,da Primo Levi, da Aldo Busi, dall’alba, dal gallo che la invoca perentorio e ignaro, dal pianto del neonato, dagli scritti di Emilio Villa, da un accendino venduto a un euro, dal soliloquio di Molly Bloom, dai gatti di Balthus, da Fidia, dai labirinti, da Achille, da Ulisse, da Pericle, da un salvagente gettato, da una mano tesa, dalla vita, dalla morte.

Ecco ciò da cui ha inizio Eldorato. Per me.

Grazie per il sostegno alla sezione di Parma di Zonta Club, l’organizzazione internazionale costituita da donne che lavorano insieme per migliorare le condizioni di tutte le donne del mondo.