Il luogo-simbolo da cui è partito il cammino di Eldorato è l’Abbazia di San Miniato al Monte, dedicata a Miniato, profugo armeno. Costruita esattamente 1000 anni fa su una collina che domina Firenze, fu immaginata come “porta del cielo” e anticipazione dello splendore del Paradiso.

Il 28 giugno, all’interno dell’Abbazia, il progetto è stato presentato da Padre Bernardo Francesco Gianni, Abate di San Miniato, che ha ricordato quanta importanza abbia il tema dell’accoglienza nel magistero quotidiano di Papa Francesco; da Tomaso Montanari, che per l’occasione ha scritto la “Preghiera per rimanere umani”, subito accolta da numerose comunità parrocchiali in tutta Italia; da don Andrea Bigalli, parroco e rappresentante di Libera in Toscana, che nella sua riflessione ha richiamato visioni dell’Apocalisse e immagini cinematografiche; da Stefano Mancuso, scienziato, fondatore della neuro-biologia vegetale che ha invitato a fare tesoro della diversità sull’esempio di quanto succede in natura.

L’oro dei tre teli allude poeticamente a questi significati escatologici e, illuminando i marmi della facciata, restituisce l’antica e più profonda valenza simbolica della facciata e del tempio stesso: visualizzazione della Gerusalemme celeste, come descritta nell’Apocalisse: la Città eterna di Dio posta sull’alto monte, ricoperta e costituita nelle porte e nelle mura delle pietre e dei metalli preziosi. Anche nell’architettura sorella di questa facciata, il “Battistero” (stessi anni, stile e artisti) vi sono tre grandi portali: le celeberrime porte in bronzo dorato di Andrea Pisano e Lorenzo Ghiberti. Una di esse detta, appunto, del Paradiso.