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La strada è sempre stata per antonomasia, metafora dell'evoluzione dell'uomo, delle mete raggiunte e ancora da raggiungere, più aumentano le strade più il mondo ci sembra comprensibile e conquistabile. Strade, un tempo sterrate e tutte diverse, adesso asfaltate, sono tutte uguali, nere, lisce, lineari, e soprattutto, impermeabili! Sono la misura di una globalizzazione che oramai avvolge e soffoca il pianeta, su cui scorre sempre più gomma, petrolio e l’inquinamento che ne consegue. Assomigliandosi tutte, le strade asfaltate conducono verso paesaggi che risultano così, alterati, uniformati tra loro.

Quindi, per rappresentare questo processo di veloce cambiamento e perdita dei caratteri locali, anni fa ho iniziato a comprare ai mercatini dei quadretti di paesaggi di campagna a pochi euro per asfaltarne le strade sterrate. Questa raccolta di quadri non è solo un archivio di pittori ormai spariti o quasi, ma anche una testimonianza di come fosse il nostro paesaggio prima dell'avvento del petrolio, dell'asfalto e del passaggio di A.N.A.S.
Agli osservatori più attenti salterà all'occhio che nei quadri ci sono ancora le case, gli alberi, le strade, ma dell'uomo non c'è più traccia.

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