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Eldorato è un progetto che racconta l’illusione di questo millennio: l’esistenza di una terra dell’oro, dove ci sono benessere e futuro. Una terra lontana di cui si sa poco e di cui si immaginano meraviglie; una terra al di là della linea dell’orizzonte che ce la nasconde.

Il progetto si articola in una serie di installazioni site-specific che utilizzano come materia prima un oggetto salva-vita: le coperte isotermiche normalmente usate per il primo soccorso in caso di incidenti, calamità naturali, ma soprattutto usate nel soccorso dei migranti. Con questo oro salvifico verranno rivestite le porte di alcune chiese e di alcuni luoghi simbolici Italiani, da nord a sud, fino a Lampedusa nella speranza di concludere il percorso sulla soglia di San Pietro, come messaggio globale di accoglienza.

Il viaggio è iniziato il 28 giugno a Firenze, dalle tre porte dell’Abbazia di San Miniato al Monte che quest’anno celebra il millenario dalla sua fondazione. La seconda tappa (dal 6 al 15 luglio) è stata nella Chiesa di Santa Maria Assunta di Santomato (Pistoia). Il progetto ha l’obiettivo di promuovere una riflessione profonda sul tema dell’accoglienza verso ogni individuo, senza distinzione di razza, genere e credo, per dare un segno di calore e salvezza a partire dalla contemplazione di un oro che splende non per carati ma per la bellezza e la semplicità del suo messaggio.

Il viaggio di Eldorato sarà raccontato in un docu-film dal regista Pietro Pasquetti che seguirà ogni installazione raccogliendo storie e riflessioni di quanti si uniranno al progetto durante il suo percorso.  Tra i primi ad aderire Padre Bernardo Gianni, Abate di San Miniato al Monte; Tomaso Montanari (storico dell’arte); Stefano Mancuso (scienziato, fondatore della neurobiologia vegetale), e Francesco Malavolta (fotoreporter, da vent’anni al seguito dei popoli in movimento alle porte dell’Europa) che accompagnerà il progetto con una serie di scatti scelti appositamente per Eldorato.

© Francesco Malavolta

Arrivano così, sperando di trovare una terra dove ci sia pace, lavoro e benessere, una terra dorata, ma l’unica cosa d’oro che trovano è una copertina isotermica oltre a giorni, mesi di attesa nei centri di accoglienza.

Il titolo del progetto - Eldorato - è un’evidente distorsione del luogo immaginario per eccellenza (l’Eldorado). Sul piano etimologico, esso deriva dal termine ebraico "El " - che significa Dio - il Dio Dorato, riferimento ultimo di chi, abbandonando la propria terra e una parte di sé, arriva a una Terra Altra, madre in spirito. Una terra che, in una visione interiore, concede generosa la possibilità  di ripartire e realizzare se stessi.  Accostiamoci a questi portali dorati e guardiamo dentro di noi mentre ci riflettiamo in essi.

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PRIMA TAPPA

ABBAZIA DI SAN MINIATO AL MONTE, FIRENZE

27 GIUGNO-1 LUGLIO 2018

 

Il luogo-simbolo da cui è partito il cammino di Eldorato è l’Abbazia di San Miniato al Monte, dedicata a Miniato, profugo armeno. Costruita esattamente 1000 anni fa su una collina che domina Firenze, fu immaginata come “porta del cielo” e anticipazione dello splendore del Paradiso.

Il 28 giugno, all’interno dell’Abbazia, il progetto è stato presentato da Padre Bernardo Francesco Gianni, Abate di San Miniato, che ha ricordato quanta importanza abbia il tema dell’accoglienza nel magistero quotidiano di Papa Francesco; da Tomaso Montanari, che per l’occasione ha scritto la “Preghiera per rimanere umani”, subito accolta da numerose comunità parrocchiali in tutta Italia; da don Andrea Bigalli, parroco e rappresentante di Libera in Toscana, che nella sua riflessione ha richiamato visioni dell’Apocalisse e immagini cinematografiche; da Stefano Mancuso, scienziato, fondatore della neuro-biologia vegetale che ha invitato a fare tesoro della diversità sull’esempio di quanto succede in natura.

L’oro dei tre teli allude poeticamente a questi significati escatologici e, illuminando i marmi della facciata, restituisce l’antica e più profonda valenza simbolica della facciata e del tempio stesso: visualizzazione della Gerusalemme celeste, come descritta nell’Apocalisse: la Città eterna di Dio posta sull’alto monte, ricoperta e costituita nelle porte e nelle mura delle pietre e dei metalli preziosi. Anche nell’architettura sorella di questa facciata, il “Battistero” (stessi anni, stile e artisti) vi sono tre grandi portali: le celeberrime porte in bronzo dorato di Andrea Pisano e Lorenzo Ghiberti. Una di esse detta, appunto, del Paradiso.

 

 

SECONDA TAPPA

CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA, SANTOMATO PISTOIA

6 -15 LUGLIO 2018

 

Per la sua seconda tappa, il progetto Eldorato ha scelto la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, nel piccolo abitato di Santomato, frazione di Pistoia famosa in tutto il mondo per Villa Celle, il museo di arte contemporanea a cielo aperto creato da Giuliano Gori.

Giovanni de Gara ha presentato il progetto alla comunità parrocchiale insieme a don Paolo Tofani e a Francesco Malavolta, fotoreporter che da oltre vent’anni documenta vite, storie, drammi e speranze dei migranti che dal Nord Africa e dal Medio Oriente si muovono per terra e per mare in direzione dell’Europa. I suoi reportage, spesso realizzati in collaborazione con Frontex (l’agenzia europea di protezione dei confini), OIM e UNHCR e con le principali ONG che operano nel Mediterraneo e sulla rotta balcanica, sono stati pubblicati sulle principali testate internazionali. Francesco è contributor di Associated Press.

La tappa pistoiese del viaggio di Eldorato è stata anche l’occasione per un confronto con Daniel Pennac. Lo scrittore, celebre per i suoi romanzi ambientati in una Parigi multietnica e multiculturale, ha incontrato Giovanni e Francesco alla vigilia della sua partenza con la nave Aquarius, nota alle cronache per le controversie politiche che ne hanno dirottato la rotta dall’Italia alla Spagna.

 

 

Il viaggio continua

presto le date di Padova, Bologna, Agrigento, Napoli, Genova, Milano, Venezia,Palermo, Lampedusa...Roma

 

Per maggiori info

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